
Questa modifica, se confermata, sposterebbe il centro del reato dal concetto di violenza o minaccia alla mancanza di consenso. Una trasformazione che avvicinerebbe l’Italia agli standard internazionali e alla Convenzione di Istanbul, che da anni invita gli Stati a riconoscere come reato qualsiasi atto sessuale compiuto senza un consenso reale e presente.
Attualmente, l’articolo 609-bis c.p. punisce chi costringe qualcuno a compiere o subire atti sessuali con violenza, minaccia o abuso di autorità.
In altre parole, la legge si concentra sul comportamento dell’aggressore: serve dimostrare che ci sia stata una forma di coercizione o costrizione.
Questo però significa, nella pratica, che in molti casi la vittima si trova a dover dimostrare di aver resistito, di aver detto no o di essersi trovata in una situazione di pericolo concreto.
Una dinamica che, purtroppo, ha portato nel tempo a processi dolorosi, dove la condotta della vittima — come era vestita, cosa aveva bevuto, se aveva detto “no” abbastanza chiaramente — è stata messa in discussione.
Con il nuovo testo, il focus cambia completamente: non serve più la violenza o la minaccia per parlare di violenza sessuale, ma basta l’assenza del consenso.
E questo consenso deve essere libero, cioè non condizionato, e attuale, cioè valido in quel momento preciso.
👉 In pratica:
Questa impostazione riconosce un principio fondamentale: nessun atto sessuale può essere davvero consensuale se non è voluto, sentito e scelto liberamente da entrambe le persone.
Se la norma verrà approvata definitivamente, le conseguenze saranno molteplici:
Molte donne — e non solo — sanno quanto spesso sia difficile dire “no”, quanto il timore del giudizio o della violenza possa bloccare le parole o i gesti.
Questo emendamento riconosce che la libertà sessuale non è solo assenza di costrizione fisica, ma presenza di volontà autentica.Per questo, oltre a essere una riforma giuridica, è anche un passo avanti culturale: spinge a riconsiderare l’intimità come spazio di rispetto, dialogo e consenso reciproco.
Il principio del consenso libero e attuale ci ricorda che la libertà sessuale non è negoziabile: è un diritto inviolabile.
Se la riforma verrà approvata, il reato di violenza sessuale sarà finalmente definito in modo più chiaro, centrato sulla volontà e sulla dignità della persona. E questa, prima ancora che una modifica normativa, è una grande conquista per tutte e per tutti.
Avvocato Enrico Costantini
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